Unione Europea, Turchia e calende greche.

by / domenica, 13 ottobre 2013 / Published in Articoli

L’ultimo dei pretesti che, da oltre trent’anni, vengono tirati fuori, per sbarrare la strada all’ingresso della Turchia nell’Ue (Mec, Cee di una volta) sarebbe, secondo certi giornali di questi mesi, il caso Öcalan ovvero la sua eventuale condanna o meno a morte.
Visti tutti i giri di valzer trentennali dei paesi europei, ormai la Turchia ed i Turchi sanno che questo è l’ennesimo dei ricatti che non finiranno mai. Pertanto non ci tengono più di tanto ad entrare nell’Ue. Sanno inoltre che, anche se accettassero, non solo di non condannare Öcalan ma, di lasciarlo pure libero accogliendo tutte le sue condizioni, l’Ue si farà avanti subito con altre, nuove e vecchie pretese. Parlerà dei problemi di Cipro, dei diritti dell’uomo come se tali diritti nell’Ue fossero sempre e puntualmente rispettati.
E’ proprio come dice un proverbio turco: “La sposina che non ha voglia di ballare trova la pista troppo stretta”! E pertanto la Turchia entrerà nell’Ue, probabilmente, “alle calende greche”, e perchè no, anche “alle calende turche” (visto che ambedue non esistono)!
Invece, come ha scritto Montanelli, l’Europa ha bisogno della Turchia come la Turchia dell’Europa per i loro irrinunciabili interessi reciproci in tutti i sensi! E saranno essi a far entrare o meno la Turchia nell’Ue e non i discorsi di certi politici demagogici eternamente antiturchi su tutto!

Prof. Tanış Asım
Docente di Ca’Foscari in pensione
(Il Gazzettino, 24.04.1999)

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